Servizio per le imprese sopra soglia

Concordato preventivo con ricerca del consenso

Prima di presentare il concordato, si ascoltano i creditori. Se e quando depositare lo decide l’imprenditore, con il suo legale.

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Il problema

Un concordato preventivo depositato senza conoscere l’orientamento dei creditori può fallire al voto, con un costo alto e con l’impresa ormai esposta. Il voto però arriva tardi: quando si scopre che la maggioranza manca, il piano è già stato scritto e attestato.

Il metodo

  1. Avvio. Si divide il debito in classi e si prepara il piano di ristrutturazione. L’imprenditore indica per iscritto la propria ipotesi di votazione di ciascun creditore, che serve soltanto a valutare se il piano possa reggere. L’ipotesi non comporta contatti con i creditori e non cambia destinatari, testi o trattamenti.
  2. Lettere. A ogni creditore si invia una lettera, nel testo approvato dall’impresa, con l’ipotesi di trattamento, le possibilità di recupero coattivo valutate dall’avvocato dell’impresa, il confronto con l’alternativa liquidatoria e la richiesta del suo parere.
  3. Chi non condivide spiega i motivi: critiche e osservazioni vengono annotate.
  4. Si stima l’orientamento dei creditori sulla prima ipotesi di piano.
  5. Se l’impresa lo decide, si prepara una nuova versione del piano, per classi, sempre con il confronto, e si fa una stima tecnica del possibile esito del voto.
  6. Gli elaborati tecnico-economici passano ai professionisti dell’impresa. L’imprenditore decide con il suo legale se e quando presentare la domanda; il ricorso lo redige e lo deposita il legale.

Cosa comprende

A. Istruttoria. Verifica della soglia, elenco dei creditori riscontrato sui documenti, classi, elenco dei documenti mancanti.
B. Piano e strategia. Alternativa liquidatoria su tre ipotesi, ipotesi di trattamento per classe, sostenibilità, importo per ciascun creditore; ipotesi di voto indicata dall’imprenditore.
C. Consultazione. Trasmissione delle lettere approvate dall’impresa, con la valutazione sul recupero coattivo firmata dal legale e il confronto con l’alternativa liquidatoria; registro; raccolta di pareri e critiche.
D. Nuovo piano e previsione. Maggioranza stimata con criterio prudente e probabile, creditori determinanti, versioni successive, confronto fra versioni.
E. Consegna. Fascicolo di passaggio al legale e all’attestatore dell’impresa.

Cosa non comprende

Dopo la composizione negoziata

Se la composizione negoziata di un’impresa sopra soglia si chiude senza esito positivo, anche con un parere favorevole dell’Esperto, il servizio è un possibile punto di uscita: l’impresa può avviare una nuova consultazione, fuori da quella procedura, preparatoria del concordato. Le misure protettive e le coperture della composizione negoziata sono cessate. I dati e le posizioni emersi in quella procedura non si usano né nelle lettere né nella mappa delle posizioni.

Avvertenze per l’impresa

Compensi

Il compenso è concordato di volta in volta, sulla base della complessità dell’opera. Sono previsti una lettera di incarico e un preventivo del compenso, che devono essere sottoscritti dall’impresa prima dell’avvio. Non è prevista alcuna success fee: nessuna parte del compenso dipende dai pareri dei creditori, dal voto o dall’omologa. Il compenso è separato da quelli del legale e dell’attestatore.

Richiedi il servizio

La richiesta preliminare non comporta oneri e non impegna. Servizi Sociali Nazionali, società privata che opera in nome proprio e non è un Organismo di composizione della crisi, prende contatto per il colloquio iniziale; il lavoro inizia solo dopo la firma della lettera di incarico e del preventivo.

L’impresa

Chi scrive

La situazione